Nell'ultimo post, quello riguardante la manifestazione degli oppositori alla proposta di legge di François Hollande, mi domandavo quando i sostenitori del matrimonio per Tutti avrebbero fatto sentire la loro voce. Domenica 27 gennaio, a due settimane precise dalla Manif per Tutti e due giorni prima della presentazione della proposta di legge al Parlamento, avrà luogo la Manifestazione per l'uguaglianza. In attesa di vedere quale sarà l'esito di questa prossima manifestazione, pubblico un articolo scritto da una ragazza francese nel quale ci racconta perché le motivazioni degli oppositori a questo progetto di legge non sono per niente valide.
Perché questo matrimonio s'ha da fare
(Articolo di Amélie Cerjan)
"Da persona eterosessuale, ma prima di tutto da cittadina della Repubblica Francese, e da giurista, scriverò la mia risposta. Dal momento in cui sono molto indirettamente coinvolta da questa legge, ritengo di poter far prova di un’oggettività più onesta possibile. Avendo trascorso più di un mese su questi forum a parlare con tutti questi oppositori, comincio a conoscere l’insieme delle ragioni di chi si oppone al matrimonio per Tutti, ma devo dire che non trovo valide queste riflessioni. Voi dite, sul matrimonio, che il matrimonio è un’istituzione che non riconosce l’amore, ma che esiste con il fine di regolare la procreazione. Ciò è falso: la riforma del Codice Civile (ebbene sì, voi dite che il vostro Codice Civile non va toccato, ma purtroppo per voi esso viene modificato ogni anno, senza nemmeno che ve ne interessiate) con data 2004 ha soppresso ogni tipo di distinzione tra figlio naturale (nato al di fuori del matrimonio) e figlio legittimo (nato all’interno del matrimonio) concretizzando una volta per tutte la riforma del 1974. E meno male, visto che oggi 1 bambino su 2 nasce al di fuori del matrimonio. Il matrimonio considerato come istituzione per proteggere la procreazione è un arcaismo poco degno del XXI secolo. Inoltre, il matrimonio stipulato per ragioni che non comprendano l’amore può essere annullato da un giudice, è un matrimonio fittizio. Come vedete l’amore è molto importante affinché un matrimonio sia valido.
In aggiunta, voi affermate che gli omosessuali non devono “fregare il simbolo degli eterosessuali”: scusatemi, ma da eterosessuale accetto di condividere il mio simbolo, non scegliete per me, grazie. Ho votato per un Presidente, lasciate che il mio voto venga espresso! E non appropriatevi di simboli che condividete con tutti gli altri eterosessuali, ve ne prego!
Per quanto riguarda l’adozione e la PMA (sono anch’io molto moderata riguardo alla surrogazione di maternità), mi piacerebbe che mi deste UNA sola ragione valida per la quale una coppia omosessuale è meno adatta a crescere un bambino di una coppia eterosessuale.
Oh, lo conosco il vostro ragionamento: la natura, la natura ha fatto sì che dall’unione di un uomo e una donna nasca un bambino, quindi, “a maggior ragione”, essi sono più idonei a crescerlo.
La deduzione è un ragionamento facilmente contestabile e la vostra argomentazione non regge. La natura non ha volontà alcuna, perché dire che fa le cose con una volontà è sovrapporre la natura e Dio, ed è come dire che le calamità naturali esistono perché la natura vuole punire gli uomini. E allora anche le coppie eterosessuali sterili: se la natura ha negato loro la fecondità, ci sarà pure una ragione!!! Ma insomma!
No! No! No! La filosofia moderna (a partire da Cartesio), i Moderni non ragionano più in termini di natura, in quanto questo è un concetto inventato dalla società, dalla civilizzazione. È un concetto privo di senso. Nella biologia, nella scienza c’è un insieme di meccanismi, di determinismi (che voi chiamate Natura), ma la grandezza dell’uomo consiste nell’andare oltre ai determinismi. Altrimenti la medicina non servirebbe a niente, la tecnologia neppure.
La grandezza dell’uomo è dire: “Sì, oggi abbiamo la possibilità di permettere a degli individui che non possono avere figli di accedere alla maternità o alla paternità”.
Bisogna comunque fare una distinzione tra procreazione e educazione: due eterosessuali che sono in grado di fare un figlio non sono necessariamente in grado di crescerlo, e viceversa. Voi dite che non si può imporre una famiglia a un bambino, dite che equivarrebbe a creare delle ingiustizie tra bambini nati da coppie eterosessuali e bambini nati da coppie omosessuali. In primis, ciò è negare una doppia realtà: quest’ingiustizia esiste, esiste già tra due bambini nati da due famiglie eterosessuali. Il bambino che nasce da una famiglia benestante è con tutta probabilità più fortunato (poiché esiste purtroppo una riproduzione sociale certa, non intera ma ben strutturata, si veda il sociologo Bourdieu) rispetto a un bambino che nasce da una famiglia meno agiata. Un bambino che nasce in una situazione familiare stabile, amorevole, sarà più fortunato di uno che nasce in una famiglia violenta e aggressiva.
Quest’ineguaglianza è un dato di fatto, esiste, ma concedere l’adozione non creerebbe nessuna disuguaglianza. Si afferma che un bambino è più felice in una famiglia eterosessuale, ma a parte quest’affermazione priva di argomentazioni, non ho nessuna prova che questo sia vero. Ma su questo punto ci ritornerò.
Ancora una volta state confondendo la procreazione con l’educazione! Le coppie sterili (omosessuali ed eterosessuali) sono in grado di educare, non si tratta di mentire su dei fatti biologici. Si tratta di sapere se il legame di sangue basta a fare una famiglia, a fare di una donna una madre e di un uomo un padre. Rispondo con un no! Rispondo in nome di tutti quei bambini adottati, di tutti quei bambini di famiglie omoparentali e di tutti quei bambini accolti, amati da un tutore o da un altro membro della loro famiglia!
Questo famoso “diritto ai figli”: non reclamano il diritto ai figli più di voi quando decidete di volerne uno. Perché voi fate un bambino? Perché questo desiderio di maternità, di paternità? Per la stessa ragione per la quale loro ne vogliono crescere uno. Non c’è nessuna differenza tra il vostro desiderio di avere un bambino e il loro, mettere in discussione il loro desiderio è mettere in discussione anche il vostro! Se parlate di egoismo, siete anche voi degli esseri egoisti, ma credo che da questo egoismo possano nascere delle belle cose e molta felicità.
Perché sarebbe l’eterosessualità a garantire la stabilità di una famiglia? Il gruppo eterosessuale è vario, davvero ve lo devo ricordare? Non c’è nessuna superiorità, è composto di una moltitudine d’individui, di meno buoni e di migliori! E preferirei un miliardo di volte affidare i miei figli a delle coppie omosessuali stabili, con dei sani principi, che a una coppia eterosessuale drogata, alcolizzata, violenta... o anche a una coppia aderente al movimento politico cattolico Civitas. Sociologi come Laurent Mucchielli, mostrano che è il conflitto all’interno della coppia a causare instabilità per il bambino (insuccesso scolastico, depressione...) e non il carattere atipico della famiglia. Di conseguenza meglio una famiglia con due madri che due genitori che sono in perenne conflitto di fronte ai figli!
Spiegatemi dunque, se non è a causa della natura o della superiorità degli eterosessuali sugli omosessuali, cos’è che rende una coppia omosessuale incapace di crescere un bambino?
In conclusione, la democrazia: ci sono due punti da sviluppare nelle vostre contraddizioni.
1) Per quanto riguarda l’assenza di democrazia di cui parlate, vi devo forse ricordare la definizione di democrazia indiretta: governo del popolo attraverso i suoi rappresentanti e per il popolo. Noi abbiamo votato (forse non voi, ma più della maggioranza assoluta dei francesi sì) un Presidente della Repubblica per un certo programma. La democrazia indiretta, nella quale viviamo e che è precisata dalla Costituzione del 1958, vuole che si applichi questo programma nel rispetto della Costituzione (come il Consiglio Costituzionale l’ha fatto per la tassazione al 75%). È la democrazia, e mi dispiace se non siete d’accordo con questo procedimento democratico. Il popolo francese ha espresso per due volte la sua volontà nel votare la maggioranza: quando ha eletto un Presidente che aveva chiaramente annunciato che avrebbe proposto una legge volta a legalizzare il matrimonio e l’adozione per tutti e quando, per la seconda volta, ha votato la sinistra durante le elezioni legislative quando tutti i partiti di sinistra avevano fatto figurare nel loro programma il progetto di matrimonio per tutti.
Certo, un cittadino non è necessariamente d’accordo con tutti i punti del programma del suo candidato preferito, ma è anche vero che avete votato con cognizione di causa, e se abborravate il matrimonio, allora avreste fatto meglio a votare qualcun altro! È senz’altro un’imperfezione della democrazia indiretta.
2) Il referendum: se conoscete la storia costituzionale francese, non potete ignorare il fatto che in Francia il referendum sostituisce tradizionalmente un plebiscito popolare: è la pesante eredità trasmessa direttamente dai plebisciti di Napoleone I e Napoleone III, ripresa poi dal Generale De Gaulle che non smetteva mai di mettere in discussione il suo mandato in ogni suo referendum (vi rimando al referendum del 27 aprile 1969). La storia si è riverificata nel 2005 (“la storia c’insegna che l’uomo non impara niente dalla storia”). Non siamo in Svizzera, dove il modello di democrazia diretta funziona estremamente bene grazie all’indipendenza degli svizzeri nei confronti del sistema collegiale esecutivo. Inoltre non dirò niente di nuovo se vi dico che i referendum riguardanti le questioni sociali ed economiche non erano autorizzate dalla Costituzione prima della riforma costituzionale del 1995. Chiedere un referendum è ignorare lo spirito della Costituzione e le idee costituzionali del Generale De Gaulle.
Concludo con una semplice costatazione: smettetela con questi combattimenti tra galli e se pensate che la vostra legittimità stia nel vostro numero, è una legittimità su carta. Anche se riusciste a portare 1 milione, 2 milioni di francesi per le strade, non avreste comunque più legittimità. Durante la Seconda Guerra Mondiale i resistenti erano solo il 3% della popolazione francese. Il 3%! Un combattimento non trova la sua legittimità nel numero dei militanti. Trova la sua legittimità nelle sue argomentazioni. E pur non essendo affatto una sostenitrice di Sarkozy, sono contenta che abbia perseverato nella sua riforma delle pensioni nonostante l’opposizione per le strade. La videocrazia non può essere un modo di governare e nemmeno un regime politico.
Ho visto troppe affermazioni omofobe (basta vedere il TT #semiofigliofossegay), troppe reazioni emotive per dare rilevanza alla maggior parte delle vostre argomentazioni. Il peggio è che le vostre argomentazioni potrebbero benissimo essere applicate per i matrimoni misti, contro la fine dell’apartheid: questa questione della natura sottintenderebbe la superiorità di un modello/individuo/religione/gruppo su un altro...
Pur non essendo omosessuale, sono stata ferita davanti alle reazioni, davanti agli slogan e davanti alle violenze verbali, sono stata ferita in quanto donna appartenente a questa grande comunità che è l’umanità. Sono stata ferita in quanto essere umano.
| (Uguaglianza dei diritti, né più né meno) |
Se fossi sterile, vorrei che mi si riconoscesse nonostante questo disagio, questa disfunzione biologica, il diritto di essere madre, il diritto di amare i miei figli quando alcuni bambini soffrono nel loro paese dove i genitori non hanno i mezzi per crescerli. Se amassi veramente una persona con la quale avessi voglia di passare il resto della mia vita, avrei voglia di sposarmi, di mostrare alla società, ai miei famigliari questo impegno che non è un impegno minore. Non sopporterei che mi si privasse di questi diritti, dei miei diritti. Ma soprattutto non sopporterei che mi si negasse la felicità.
The pursuit of happiness è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione d’indipendenza e dalla Costituzione americana. Ci possiamo davvero opporre alla felicità degli altri, dal momento in cui non ostacolano la nostra? Allora permettete che concluda con questa domanda: in che modo la felicità degli omosessuali ostacolerebbe la vostra? Siete per caso così egoisti da tenervela solo per voi questa felicità?"
