lunedì 21 gennaio 2013

Siamo contrari al matrimonio omosessuale perché non siamo omofobi (e per altri 49 motivi)

Siamo contrari al matrimonio omosessuale perché non siamo omofobi (e per altri 49 motivi)


Ecco come si presentano i (non) omofobi schierati contro la proposta di legge del Presidente francese Hollande

In occasione delle ultime elezioni presidenziali francesi, l’attuale Presidente della Repubblica François Hollande si dichiarò favorevole all’apertura del matrimonio e dell’adozione alle coppie omosessuali (punto 31 del programma elettorale). Sei mesi dopo l’inizio del mandato, nasce La Manif Pour Tous (la manifestazione per tutti), il quale obiettivo è quello di “coordinare tutte le azioni intraprese da persone fisiche o morali in Francia per la promozione del matrimonio uomo-donna, della famiglia, della consanguineità, dell’adozione; e di maniera generale tutte le questioni riguardanti la vita e l’infanzia; determinare i piani d’azione, la strategia politica e la comunicazione per la diffusione mediatica delle tematiche, gestire la banca dati e/o i siti internet che potranno essere creati e/o utilizzati per la realizzazione di questi obiettivi” (menzioni legali).
La proposta di legge al centro della polemica riguarda il Codice Civile, e in modo particolare l’introduzione dell’articolo 143 che recita: “Il matrimonio è contratto da due persone di sesso differente o dello stesso sesso”. Quest’articolo rivoluzionerebbe la vita di tutte quelle coppie omosessuali che si vedono oggi escluse da tutta una serie di diritti, uno tra i tanti il diritto all’adozione.
Il 13 gennaio scorso, si è svolta nella capitale francese la quarta manifestazione “per tutti”. Sebbene le cifre siano del tutto discordanti (1 000 000 di partecipanti per gli organizzatori, 340 000 per la prefettura), è sorprendente vedere come un movimento dai toni così bruschi riesca ad ottenere un così vasto consenso trasversale. All’interno del movimento, infatti, vi aderiscono non solo i sostenitori dell’opposizione, ma anche persone da sempre politicamente impegnate per la sinistra (tra le quali Laurence Tcheng). Ancora più sorprendente è la presenza di giovani e di omosessuali. Tra i portaparola vi è anche Xavier Bongibault, giovane omosessuale fondatore dell’associazione “Plus gay sans mariage” (più gay senza matrimonio) il quale, durante la marcia del 13 gennaio, alla domanda di un giornalista sul perché si è unito alla manifestazione, risponde orgoglioso che la logica del governo è “scioccante e omofoba” in quanto ignora quei cittadini omosessuali che non intendono sposarsi.



“Se mi sono unito alla “Manif pour tous” fin dall’inizio è per rendere la libertà di parola agli omosessuali. Ci viene detto continuamente che tutti gli omosessuali sono d’accordo con questo progetto di legge perché sono omosessuali. È una logica scioccante e omofoba da parte di questo governo. Vale a dire che tutti gli omosessuali hanno come solo istinto sessuale il loro orientamento sessuale. È la linea che era difesa da un uomo che la Germania ha conosciuto bene a partire dal 1933. Ed è la linea che difende oggi François Hollande.”

Al di là del paragone un po’ troppo spinto tra Hollande e “l’uomo che la Germania ha conosciuto bene a partire dal 1933”, la posizione del giovane Bongibault appare del tutto priva di logica. Così come del tutto priva di logica è la politica che sta dietro alla Manif. Nella sezione “Il nostro messaggio” sul sito ufficiale del movimento, sono elencati i sei motivi per i quali i francesi devono alzarsi. Primo tra tutti appare la seguente ragione: “Il “Matrimonio per tutti” è il “matrimonio” omosessuale imposto a tutti”. Discutibile la scelta del matrimonio virgolettato, ma ancora più discutibile è la (non) logica di tale affermazione (come se chiunque avesse l’obbligo di sposarsi con qualcuno del proprio stesso sesso). Si cerca, eppure, di spiegare questa dichiarazione, a mio avviso senza successo, anzi, peggiorando la già poca credibilità che vi sta dietro. Si critica, infatti, il progetto di legge in quanto sconvolgerebbe l’attuale Codice Civile rimpiazzando le parole “padre” e “madre” con quella asessuata di “genitori”. La seconda ragione che deve spingere i francesi ad appoggiare la causa della Manif è il fatto che l’adozione da parte di coppie omosessuali porterebbe i bambini ad essere riconosciuti dalla legge come frutto dell’unione di due persone dello stesso sesso. A meno che il governo non abbia intenzione di modificare la legge naturale secondo la quale un essere vivente nasca dall’unione tra maschio e femmina, non vedo come questo motivo possa essere considerato valido. L’elenco va avanti, e si parla persino di “bambini fabbricati”, come se il semplice riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso e la possibilità di togliere i bambini dagli orfanotrofi o da situazioni difficili possa in qualche modo compromettere l’equilibrio naturale. Da notare che nel progetto di legge non si parla di procreazione medicalmente assistita, al contrario di quanto appare dalle affermazioni degli autori. Pare quindi evidente come la linea politica seguita dagli aderenti a questo movimento sia volta a disorientare piuttosto che a vedere le cose come realmente stanno.

(un papà, una mamma, non si mente ai bambini)

La Manif, inoltre, elenca i 50 perché secondo i quali vi si dovrebbe aderire:

  1. Perché nei DICO il matrimonio è “l’unione legale tra un uomo e una donna”;
  2. Perché sono per la parità... e soprattutto nel matrimonio;
  3. Perché i paesi stranieri non ci affideranno più i loro bambini da adottare;
  4. Perché solo il 7% dei francesi considera il matrimonio per tutti come una priorità;
  5. Perché l’UNAF (Unione Nazionale delle Associazioni Familiari) e la CAF (Cassa di Allocazione Familiare) reputano il matrimonio omosessuale pericoloso per la famiglia;
  6. Perché i francesi preferiscono il Lavoro per tutti al Matrimonio per tutti;
  7. Perché siamo più di 1 miliardo ad aver seguito in diretta il matrimonio di William e Kate;
  8. Perché ci tengo alla festa del Papà;
  9. Perché la maggioranza silenziosa delle persone omosessuali se ne frega;
  10. Perché se Nostro Signore vedesse questo, si rivolterebbe nella tomba!;
  11. Perché la Francia ha votato per il cambiamento, non per lo sconvolgimento;
  12. Perché secondo la convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia, ogni bambino ha diritto di conoscere i suoi genitori ed essere cresciuto da loro;
  13. Perché quel giorno non ci sarà solo la riconquista dei quai della Senna per i pedoni*;
  14. Perché ci avevano promesso che i PACS non avrebbero aperto la porta al matrimonio omosessuale;
  15. Perché il matrimonio per tutti sarebbe il matrimonio per nessuno;
  16. Perché non posso stare senza dire o fare niente;
  17. Perché non c’è niente di meglio per un bambino che una mamma e un papà;
  18. Perché potrò dire ai miei figli che io c’ero!;
  19. Perché il governo farebbe meglio ad occuparsi della Disoccupazione per tutti;
  20. Perché sarà la mia prima manifestazione!;
  21. Perché hanno organizzato dei pullman che partono dalla mia città;
  22. Perché ricevo 10 e-mail a settimana per andare a manifestare;
  23. Perché firmare delle petizioni, è bene, ma marciare è meglio;
  24. Perché non ho voglia di sentire la domanda “Papà, come si fanno i bambini”?:
  25. Perché non voglio che le parole “padre” e “madre” siano eliminate dal Codice Civile;
  26. Perché non sono omofobo;
  27. Perché non si fa una buona politica con dei buoni sentimenti;
  28. Perché “io, Presidente della Repubblica, intavolerò dei grandi dibattiti cittadini”;
  29. Perché l’interesse generale non è la somma degli interessi individuali;
  30. Perché se non agisco oggi, domani sarà troppo tardi!;
  31. Perché per me affittare il proprio ventre o affittare le proprie braccia, non sono la stessa cosa!;
  32. Perché i nostri figli ci chiederanno il conto;
  33. Perché andreste a vedere “genitore 1, ho perso l’aereo”;
  34. Perché l’UMP (partito di centrodestra) ci ha già provato: 2 papà, non funzionerà!;
  35. Perché ne abbiamo abbastanza del pensiero unico!;
  36. Perché in caso di decesso, il 98% dei francesi vorrebbe che i loro bambini fossero adottati da una coppia eterosessuale;
  37. Perché Pierino non ci sente dall’orecchio sinistro;
  38. Perché ci saranno dei palloncini gratuiti;
  39. Perché come il mio sindaco, io ci tengo a mio padre e a mia madre;
  40. Perché il nome del codice è C.I.V.I.L.E;
  41. Perché non si cambia una società con una legge fatta alla bell’e meglio;
  42. Perché d’inverno è meglio buttarsi in mezzo alla folla che in mezzo al mare;
  43. Perché autorizzare le madri portatrici sarebbe autorizzare il mercato del corpo umano;
  44. Perché quando si hanno delle convinzioni, si difendono!;
  45. Perché il principio di precauzione non va applicato solo all’influenza aviaria;
  46. Perché marciare con diverse centinaia di migliaia di amici, è meglio di correre da soli su un tapis roulant;
  47. Perché matrimonio per tutti = adozione in pericolo;
  48. Perché avete mangiato troppo durante le feste;
  49. Perché SÌ ai diritti DEI bambini e NO al diritto AI bambini;
  50. PERCHÉ È LA MANIF PER TUTTI E DI TUTTI!!!


*Nel settembre 2012 il sindaco parigino Bertrand Delanoë (Partito Socialista) ha avviato il progetto grazie al quale parte della passeggiata sulla riva destra è stata pedonalizzata e quindi chiusa al traffico. Questa decisione ha infervorito gli animi della destra.


Ovviamente la serietà di queste 50 ragioni è discutibile, e spero vivamente che l’abbiano buttata sul ridere pure loro. E ciò è inquietante perché ridere sui diritti negati a degli individui, va contro ogni tipo di logica, non che stiamo parlando di persone dotate di grande intelligenza... Credo non ci sia bisogno di smontare pezzo per pezzo ogni singolo punto, ma penso invece sia importante fare luce su due questioni che sembrano essere sfuggite agli autori di questa lista. La prima riguarda i punti 6 e 19, i quali sottolineano la necessità di dare più importanza al problema della disoccupazione che a quello dei diritti civili. Nel programma elettorale, però, François Hollande presenta tutta una serie di provvedimenti grazie ai quali si prenderà carico del problema del lavoro. Ed è proprio in questa direzione che si sta muovendo il Presidente francese, affermando che la disoccupazione è una priorità per il paese “costi quel che costi”. Jean-Marc Ayrault, Primo Ministro francese, afferma inoltre che ci sono non meno di 15 progetti di legge volti a combattere la disoccupazione. La seconda questione riguarda la volontà dei francesi. Forse, nel redigere questa lista ridicola, non si è tenuto conto delle cifre. Secondo l’LH2 (l’equivalente francese del nostro Istat), il 56% dei francesi è favorevole al matrimonio omosessuale, in opposizione al 39% dei contrari (dati aggiornati al 4 e 5 gennaio).

In prima fila era presente anche il leader del partito di opposizione Jean-François Copé, il quale si è scagliato contro il Presidente della Repubblica sostenendo che i francesi sono seriamente preoccupati per questa riforma e accusandolo di disinformare i cittadini, i quali non sanno quali saranno le conseguenze di questa legge, ovvero la cancellazione dal Codice Civile delle parole “padre” e “madre”. Per tutta risposta, François Hollande ribadisce la sua fermezza nel voler portare avanti questo progetto, mantenendo così la promessa fatta ai cittadini francesi in occasione della sua campagna elettorale.

Ciò che stupisce di più in tutta questa faccenda è l’assenza di un qualsiasi tipo di risposta da parte dei sostenitori del progetto di legge. Le affermazioni del movimento anti-matrimonio omosessuale sono di una gravità e – passatemi il termine – stupidità inaudite. L’ideologia che vi sta dietro non è solo conservatrice nella sua più alta accezione negativa, ma discriminatoria allo stato puro. Inconcepibile è anche questo continuo dibattito su una questione su cui non ci sarebbe nemmeno da discutere: stiamo parlando di diritti che dovrebbero essere immediati a prescindere dall’orientamento sessuale delle persone. Adesso non resta che aspettare la prossima mossa da parte di François Hollande, con la speranza che nel frattempo i sostenitori del progetto di legge facciano sentire anche la loro voce.

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