Siamo contrari al matrimonio omosessuale perché non siamo omofobi (e per altri 49 motivi)
Ecco come si presentano i (non) omofobi schierati contro la proposta di
legge del Presidente francese Hollande
In occasione
delle ultime elezioni presidenziali francesi, l’attuale Presidente della
Repubblica François Hollande si dichiarò favorevole all’apertura del matrimonio
e dell’adozione alle coppie omosessuali (punto 31 del programma elettorale). Sei
mesi dopo l’inizio del mandato, nasce La Manif Pour Tous (la manifestazione per
tutti), il quale obiettivo è quello di “coordinare tutte le azioni intraprese
da persone fisiche o morali in Francia per la promozione del matrimonio
uomo-donna, della famiglia, della consanguineità, dell’adozione; e di maniera
generale tutte le questioni riguardanti la vita e l’infanzia; determinare i
piani d’azione, la strategia politica e la comunicazione per la diffusione
mediatica delle tematiche, gestire la banca dati e/o i siti internet che
potranno essere creati e/o utilizzati per la realizzazione di questi obiettivi”
(menzioni legali).
La
proposta di legge al centro della polemica riguarda il Codice Civile, e in modo
particolare l’introduzione dell’articolo 143 che recita: “Il matrimonio è
contratto da due persone di sesso differente o dello stesso sesso”.
Quest’articolo rivoluzionerebbe la vita di tutte quelle coppie omosessuali che
si vedono oggi escluse da tutta una serie di diritti, uno tra i tanti il
diritto all’adozione.
Il
13 gennaio scorso, si è svolta nella capitale francese la quarta manifestazione
“per tutti”. Sebbene le cifre siano del tutto discordanti (1 000 000 di
partecipanti per gli organizzatori, 340 000 per la prefettura), è sorprendente
vedere come un movimento dai toni così bruschi riesca ad ottenere un così vasto
consenso trasversale. All’interno del movimento, infatti, vi aderiscono non
solo i sostenitori dell’opposizione, ma anche persone da sempre politicamente
impegnate per la sinistra (tra le quali Laurence Tcheng). Ancora più
sorprendente è la presenza di giovani e di omosessuali. Tra i portaparola vi è
anche Xavier Bongibault, giovane omosessuale fondatore dell’associazione “Plus
gay sans mariage” (più gay senza matrimonio) il quale, durante la marcia del 13
gennaio, alla domanda di un giornalista sul perché si è unito alla
manifestazione, risponde orgoglioso che la logica del governo è “scioccante e omofoba” in quanto ignora
quei cittadini omosessuali che non intendono sposarsi.
“Se mi sono unito alla “Manif pour
tous” fin dall’inizio è per rendere la libertà di parola agli omosessuali. Ci
viene detto continuamente che tutti gli omosessuali sono d’accordo con questo
progetto di legge perché sono omosessuali. È una logica scioccante e omofoba da
parte di questo governo. Vale a dire che tutti gli omosessuali hanno come solo
istinto sessuale il loro orientamento sessuale. È la linea che era difesa da un
uomo che la Germania ha conosciuto bene a partire dal 1933. Ed è la linea che
difende oggi François Hollande.”
Al
di là del paragone un po’ troppo spinto tra Hollande e “l’uomo che la Germania
ha conosciuto bene a partire dal 1933”, la posizione del giovane Bongibault
appare del tutto priva di logica. Così come del tutto priva di logica è la
politica che sta dietro alla Manif. Nella sezione “Il nostro messaggio” sul
sito ufficiale del movimento, sono elencati i sei motivi per i quali i francesi
devono alzarsi. Primo tra tutti
appare la seguente ragione: “Il “Matrimonio per tutti” è il “matrimonio”
omosessuale imposto a tutti”. Discutibile la scelta del matrimonio virgolettato, ma ancora più discutibile è la (non)
logica di tale affermazione (come se chiunque avesse l’obbligo di sposarsi con
qualcuno del proprio stesso sesso). Si cerca, eppure, di spiegare questa
dichiarazione, a mio avviso senza successo, anzi, peggiorando la già poca
credibilità che vi sta dietro. Si critica, infatti, il progetto di legge in
quanto sconvolgerebbe l’attuale Codice Civile rimpiazzando le parole “padre” e
“madre” con quella asessuata di
“genitori”. La seconda ragione che deve spingere i francesi ad appoggiare la
causa della Manif è il fatto che l’adozione da parte di coppie omosessuali
porterebbe i bambini ad essere riconosciuti dalla legge come frutto dell’unione
di due persone dello stesso sesso. A meno che il governo non abbia intenzione
di modificare la legge naturale secondo la quale un essere vivente nasca
dall’unione tra maschio e femmina, non vedo come questo motivo possa essere
considerato valido. L’elenco va avanti, e si parla persino di “bambini
fabbricati”, come se il semplice riconoscimento del matrimonio tra persone
dello stesso sesso e la possibilità di togliere i bambini dagli orfanotrofi o
da situazioni difficili possa in qualche modo compromettere l’equilibrio
naturale. Da notare che nel progetto di legge non si parla di procreazione
medicalmente assistita, al contrario di quanto appare dalle affermazioni degli
autori. Pare quindi evidente come la linea politica seguita dagli aderenti a
questo movimento sia volta a disorientare piuttosto che a vedere le cose come
realmente stanno.
(un papà, una mamma, non si mente ai bambini)
La Manif,
inoltre, elenca i 50 perché secondo i quali vi si dovrebbe aderire:
- Perché nei DICO il matrimonio è “l’unione legale tra un uomo e una donna”;
- Perché sono per la parità... e soprattutto nel matrimonio;
- Perché i paesi stranieri non ci affideranno più i loro bambini da adottare;
- Perché solo il 7% dei francesi considera il matrimonio per tutti come una priorità;
- Perché l’UNAF (Unione Nazionale delle Associazioni Familiari) e la CAF (Cassa di Allocazione Familiare) reputano il matrimonio omosessuale pericoloso per la famiglia;
- Perché i francesi preferiscono il Lavoro per tutti al Matrimonio per tutti;
- Perché siamo più di 1 miliardo ad aver seguito in diretta il matrimonio di William e Kate;
- Perché ci tengo alla festa del Papà;
- Perché la maggioranza silenziosa delle persone omosessuali se ne frega;
- Perché se Nostro Signore vedesse questo, si rivolterebbe nella tomba!;
- Perché la Francia ha votato per il cambiamento, non per lo sconvolgimento;
- Perché secondo la convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia, ogni bambino ha diritto di conoscere i suoi genitori ed essere cresciuto da loro;
- Perché quel giorno non ci sarà solo la riconquista dei quai della Senna per i pedoni*;
- Perché ci avevano promesso che i PACS non avrebbero aperto la porta al matrimonio omosessuale;
- Perché il matrimonio per tutti sarebbe il matrimonio per nessuno;
- Perché non posso stare senza dire o fare niente;
- Perché non c’è niente di meglio per un bambino che una mamma e un papà;
- Perché potrò dire ai miei figli che io c’ero!;
- Perché il governo farebbe meglio ad occuparsi della Disoccupazione per tutti;
- Perché sarà la mia prima manifestazione!;
- Perché hanno organizzato dei pullman che partono dalla mia città;
- Perché ricevo 10 e-mail a settimana per andare a manifestare;
- Perché firmare delle petizioni, è bene, ma marciare è meglio;
- Perché non ho voglia di sentire la domanda “Papà, come si fanno i bambini”?:
- Perché non voglio che le parole “padre” e “madre” siano eliminate dal Codice Civile;
- Perché non sono omofobo;
- Perché non si fa una buona politica con dei buoni sentimenti;
- Perché “io, Presidente della Repubblica, intavolerò dei grandi dibattiti cittadini”;
- Perché l’interesse generale non è la somma degli interessi individuali;
- Perché se non agisco oggi, domani sarà troppo tardi!;
- Perché per me affittare il proprio ventre o affittare le proprie braccia, non sono la stessa cosa!;
- Perché i nostri figli ci chiederanno il conto;
- Perché andreste a vedere “genitore 1, ho perso l’aereo”;
- Perché l’UMP (partito di centrodestra) ci ha già provato: 2 papà, non funzionerà!;
- Perché ne abbiamo abbastanza del pensiero unico!;
- Perché in caso di decesso, il 98% dei francesi vorrebbe che i loro bambini fossero adottati da una coppia eterosessuale;
- Perché Pierino non ci sente dall’orecchio sinistro;
- Perché ci saranno dei palloncini gratuiti;
- Perché come il mio sindaco, io ci tengo a mio padre e a mia madre;
- Perché il nome del codice è C.I.V.I.L.E;
- Perché non si cambia una società con una legge fatta alla bell’e meglio;
- Perché d’inverno è meglio buttarsi in mezzo alla folla che in mezzo al mare;
- Perché autorizzare le madri portatrici sarebbe autorizzare il mercato del corpo umano;
- Perché quando si hanno delle convinzioni, si difendono!;
- Perché il principio di precauzione non va applicato solo all’influenza aviaria;
- Perché marciare con diverse centinaia di migliaia di amici, è meglio di correre da soli su un tapis roulant;
- Perché matrimonio per tutti = adozione in pericolo;
- Perché avete mangiato troppo durante le feste;
- Perché SÌ ai diritti DEI bambini e NO al diritto AI bambini;
- PERCHÉ È LA MANIF PER TUTTI E DI TUTTI!!!
*Nel settembre 2012 il sindaco
parigino Bertrand Delanoë (Partito Socialista) ha avviato il progetto grazie al
quale parte della passeggiata sulla riva destra è stata pedonalizzata e quindi
chiusa al traffico. Questa decisione ha infervorito gli animi della destra.
Ovviamente
la serietà di queste 50 ragioni è discutibile, e spero vivamente che l’abbiano
buttata sul ridere pure loro. E ciò è inquietante perché ridere sui diritti
negati a degli individui, va contro ogni tipo di logica, non che stiamo
parlando di persone dotate di grande intelligenza... Credo non ci sia bisogno
di smontare pezzo per pezzo ogni singolo punto, ma penso invece sia importante
fare luce su due questioni che sembrano essere sfuggite agli autori di questa
lista. La prima riguarda i punti 6 e 19, i quali sottolineano la necessità di
dare più importanza al problema della disoccupazione che a quello dei diritti
civili. Nel programma elettorale, però, François Hollande presenta tutta una
serie di provvedimenti grazie ai quali si prenderà carico del problema del
lavoro. Ed è proprio in questa direzione che si sta muovendo il Presidente francese,
affermando che la disoccupazione è una priorità per il paese “costi quel che
costi”. Jean-Marc Ayrault, Primo Ministro francese, afferma inoltre che ci sono
non meno di 15 progetti di legge volti a combattere la disoccupazione. La
seconda questione riguarda la volontà dei francesi. Forse, nel redigere questa
lista ridicola, non si è tenuto conto delle cifre. Secondo l’LH2 (l’equivalente
francese del nostro Istat), il 56% dei francesi è favorevole al matrimonio
omosessuale, in opposizione al 39% dei contrari (dati aggiornati al 4 e 5
gennaio).
In
prima fila era presente anche il leader del partito di opposizione
Jean-François Copé, il quale si è scagliato contro il Presidente della
Repubblica sostenendo che i francesi sono seriamente preoccupati per questa
riforma e accusandolo di disinformare i cittadini, i quali non sanno quali
saranno le conseguenze di questa legge, ovvero la cancellazione dal Codice
Civile delle parole “padre” e “madre”. Per tutta risposta, François Hollande
ribadisce la sua fermezza nel voler portare avanti questo progetto, mantenendo
così la promessa fatta ai cittadini francesi in occasione della sua campagna
elettorale.
Ciò che stupisce di più in tutta questa faccenda è
l’assenza di un qualsiasi tipo di risposta da parte dei sostenitori del
progetto di legge. Le affermazioni del movimento anti-matrimonio omosessuale
sono di una gravità e – passatemi il termine – stupidità inaudite. L’ideologia
che vi sta dietro non è solo conservatrice nella sua più alta accezione
negativa, ma discriminatoria allo stato puro. Inconcepibile è anche questo
continuo dibattito su una questione su cui non ci sarebbe nemmeno da discutere:
stiamo parlando di diritti che dovrebbero essere immediati a prescindere dall’orientamento sessuale delle
persone. Adesso non resta che aspettare la prossima mossa da parte di François Hollande, con la speranza che nel frattempo i sostenitori del progetto di legge facciano sentire anche la loro voce.

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